Evento musicale in Parrocchia “Tutti Santi” di Milano Nord-Monza
Il motivo per cui ci siamo radunati nel Duomo di Monza è stato quello, di partecipare a un concerto di Musica bizantina edi condividere, le armonie dei canti corali e la gioia della nostra festa patronale. Nella primavera di quest’anno la nostra Parrocchia ha compiuto sette anni da quando è presente nella città di Monza e nella zona a Nord di Milano. Con le preghiere di sabato sera, 29 maggio e di domenica, 30 maggio, la Chiesa Ortodossa ha cominciato a celebrare la festa di Tutti i Santi, che sono anche i patroni spirituali della nostra comunità. Questa celebrazione risale al quarto secolo, così come è ricordata da San Giovanni Crisostomo in una Omelia dedicata a tutti i martiri. Per questa festa patronale, con la benedizione di Sua Beatitudine Daniel, Patriarca del Patriarcato Romeno e di Sua Eccellenza Monsignor Siluan, Vescovo d’Italia, con l’accordo e la disponibilità di Monsignor Silvano Provasi, in occasione di questo evento abbiamo invitato il Coro “Nicolae Lungu” del Patriarcato Ortodosso Romeno per presentare un concerto di musica bizantina.
Nella Chiesa Ortodossa il culto si intreccia con la musica sacra. La parola “liturgia” ha un doppio significato, da una parte significa celebrare la Liturgia, cioè il sacrificio eucaristico, dall’ altra parte la stessa parola può essere usata con riferimento più ampio, a tutto il culto pubblico della chiesa. L’80% del nostro culto si esprime attraverso il canto, il quale ha come scopo una funzione catechetica, di educazione spirituale ed estetica.
Un teologo ortodosso John Meyendorff, facendo riferimenti al Culto Bizantino dice: “Le preghiere ortodosse comunicate attraverso i canti esprimono un dramma sacro che coinvolge tutte le forme di sentimento umano poiché non si limitano solo a soddisfare soltanto l’esigenza intellettuale“.
Che cos’è la musica bizantina? La tradizione più antica del canto della nostra chiesa e quella della musica bizantina - psaltica, nata 1400 ani fa in Bizantion, poi trasferita nei paesi Balcanici e arrivata nello spazio liturgico della Chiesa Romena grazie al contributo e l‘impronta dei grandi compositori e interpreti Filotei, Macarie, Anton Pann e Suceveanu.
Il canto nella Chiesa Ortodossa Romena ha la sua particolarità, perché si esprime attraverso due forme: la prima forma è il canto bizantino liturgico, la seconda è la musica corale ecclesiastica che riprende il fondo musicale bizantino e presenta una forma artistica espressa attraverso armonia e polifonia. Polifonia e armonia sono forme musicali che si sono sviluppate e consolidate in Occidente. Dobbiamo sottolineare il fatto che la musica corale polifonica è entrata nel nostro paese sulle porte della chiesa, poiché le prime prove corali furono di sorgente ecclesiastica.
Per fare una comparazione, posiamo dire che il canto corale bizantino ha la sua ecumenicità, ed respira con i suoi due polmoni, perche unisce la specificità e diversità cromatica del canto orientale bizantino, con la bellezza e l’armonia polifonica occidentale.
Gran parte dei brani musicali che sono stati cantati si chiamano in linguaggio liturgico ecclesiastico: tropari, inni, poesie, kondakion, carmi, e sono specifici nella loro struttura musicale per la mattutina e vespero, ma sono stati interpretati dai giovani coristi in una maniera corale polifonica.
La prima parte del concerto è cominciata con il canto liturgico Axion estin – Degna sei, dedicato alla Vergine Maria, inno che risale al quattro secolo, dove al centro della composizione del testo si parla della generazione di Logos-Cristo, poi continuato a con la Preghiera del Cuore, che nella tradizione ortodossa consiste nel ripetere continuamente l’invocazione del nome di Gesù Cristo. I successivi canti corali hanno parlato della Incarnazione e del sacrificio di Dio sulla croce.
2. Nella seconda parte del concerto sono stati interpretati i successivi brani musicali Occidentali: Ave Maria di Tommaso Ludovico da Victoria (1540-1603), poi Gloria e Cum Sancto Spiritu di Antonio Vivaldi.
3. Nella terza parte del concerto e stato presentato un programma di musica corale romena proseguendo e ascoltando alcune canzoni popolari e corali romene che provengono da diverse regioni del paese, brani che hanno gradevoli armonie corali, e come fonte d’ispirazione la musica romena bizantina.
Il coro Nicolae Lungu e il suo maestro padre Stelian Ionascu, doppio laureato in teologia e conservatorio e dottore in musica e stato applaudito da tutti quelli presenti in chiesa.
Padre Pompiliu Nacu |